Live Report Jiluka

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22/08/16 @ Club Science, Shinjuku, Tokyo

QUANDO SI DICE CHE L’ABITO NON FA IL MONACO

Prima di parlare di questa band in particolare, vorrei fare una breve introduzione su cosa sia il Visual Kei. Molti di voi avranno sicuramente già sentito parlare di alcune band che ne fanno o facevano parte (come i Dir en Grey ad esempio) ma non tutti forse ne conoscono le origini. Nato in Giappone verso la fine degli anni 80, il Visual Kei è una corrente musicale (definirlo genere sarebbe riduttivo, data la diversità musicale delle svariate band presenti nel calderone) che va a focalizzare il proprio successo sull’immagine dei musicisti, più che per la loro musica (lo dice anche il nome stesso, dove “Visual” significa visivo in inglese e “Kei” in giapponese vuol dire “Stile”). La band capolista per eccellenza sono gli X-Japan, con il loro stile alla Mötley Crüe (eh già, il tutto parte da noi occidentali, ma si sa che i giapponesi in quanto a esasperare sono i campioni indiscussi) dai quali discendono tutte le altre migliaia di band presenti oggi sul mercato e idolatrate da centinaia di ragazzine. La band di cui vi parlo oggi si chiama Jiluka, neofita dal 2013, scovata per caso durante un live il 20 agosto all’Edge di Ikebukuro a Tokyo, la quale ha attirato subito la mia attenzione per l’aggressività metalcore che ha deliziato le mie orecchie. Cosa fare? Controllo il calendario e scopro che i Jiluka suonano due giorni dopo allo Science Club a Shinjuku. Andiamo! Penna e notebook alla mano mi dirigo alla venue il 22 agosto (nel bel mezzo di un tifone) e, guarda caso, è un buco anche quella (più o meno un centinaio di persone come capienza) e nemmeno sold- out, ma meglio cosi, ho la possibilità di osservare la band con più attenzione. Dopo un’attesa che sembrava infinita (un paio di birre e due chiacchiere con la barista – e l’aver totalmente glissato le altre band soporifere) arriva finalmente il loro turno ed eccoli salire sul palco: Zyean (drums), Sena (guitar), Boogie (bass) e Ricko (vocals). I loro costumi sono abbastanza appariscenti, ma molto più dark rispetto ad altre band Visual e il loro muoversi sul palco è degno di una band datata più che di una new-entry. La doppia pedaliera di Zyean mi martella subito il cervello e il perfetto screaming di Ricko da inizio ai trenta minuti più soddisfacenti della serata. Le fan nella pit si lanciano subito in un altalenante headbang che carica la band durante il primo pezzo (totalmente cantato in inglese) e con un fine approccio Death, ma sempre in chiave Metalcore. Tra sguardi e sorrisi, non riesco a distogliere i miei occhi dalla chitarra di Sena, compositore per la band, che sembra perfino giocarci tanta è la confidenza con cui le sue mani si muovono su di essa, un visino d’angelo cela un talento emergente che è impossibile non notare. Ma è al terzo brano “Screamer” che la mia mandibola tocca letteralmente terra dallo stupore; il pezzo è più melodico rispetto agli altri, ma i riff e power chords no si sprecano (cosi come il breve ma intenso assolo della sei corde) e la voce di Ricko altalena tra growling e clean vocals come se fosse la cosa più naturale del mondo, un timbro singolare che lascia a bocca aperta (per non parlare del ritornello che ti si ficca in testa e non ti molla per ora… figo no?). Si passa a “Lethal Affliction” e qui l’inizio sarebbe da massiccia wall of death (ma le ragazzine nipponiche sono così delicate che non rendono la scena…) per il possente show di puro metalcore, una pioggia di blast beats e breakdowns che mi ricorda particolarmente i Crossfaith. Qui tutti i membri si scatenano sul palco e so’ già che questo diventerà il mio pezzo prediletto (ed è facile immaginare un brano del genere eseguito davanti a un pubblico europeo… delirio allo stato puro!) pesante e martellante come piace a me. Si va a chiudere sulle note di “Twisted Pain”, veloci e fulminanti, dalla tellurica batteria esasperata da un indiavolato Zyean che trascina la band in un vortice di frenesia che irretisce le membra e violenta le menti dei più puri. Che dire, è raro incappare in band del genere, quelle che, quando le senti dal vivo ti rendi conto che fortunatamente c’è ancora qualcuno di vero e genuino che fa musica, quella vera, quella che non smentisce il prodotto registrato né tantomeno il vero talento.
Super!

Setlist:

1. ZONE

2. Raison d'etre

3. Screamer

4. Lethal Affliction

5. Twisted Pain

 

Guarda il video di Lethal Affliction:

 

A cura di Tatiana Granata

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One Response

  1. Husbanfo

    Non so come sono finita qui e in questo momento ma non sono l’unica persona a cui piacciono i Jiluka allora

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