Marquez – Lo stato delle cose

Questo ultimo lavoro di Andrea Comandini (Marquez) si può definire a due faccie, un misto di pop/rock e qualche suono tratto da frangenti musicali più strumentali che altro in questa produzione, come sempre l’autore c’ha abituati, le parole, le frasi ed i testi in se fanno da fulcro centrale per tutto l’ascolto.

Devo ammettere che infatti sia a livello strutturale che di significato questi pezzi danno veramente molto, parole, rime e fraseggi che trasmettono sensazioni profonde che, a quanto sembra, arrivano direttamente dalla vita stessa dell’autore, in un modo quasi mai banale. La cosa che però mi lascia un pò a bocca asciutta e la scelta dei suoni e l’impatto generale delle parti musicali che fanno da sfondo o tappeto a questo progetto. Infatti, a parte nella canzone “L’insorgere del dubbio” dove questa mancanza non si sente, nel resto dell’album manca quell’impronta unica, quell’unificazione dei suoni e delle frequenze che in questo genere ci vorrebbe per rendere il tutto davvero omogeneo. Questo è davvero un peccato perchè appunto da all’apparenza una trasmissioni diversa delle emozioni e rende, a lungo andare, l’ascolto un po pesante soprattutto per chi non è abituato a questo genere.

Per il resto, a parte questa nota, si sente tutta l’esperienza narrativa e compositiva dell’autore Romagnolo che, tra le altre cose, con questo album sancisce l’utilizzo sempre più presente di strumenti e suoni elettronici…

01. l’errore più grande
02. Invisibile
03. Il nero denso degli uragani
04. Altrochè Milano
05. Uno scherzo del mare
06. Sirena muta
07. Interludio d’agosto
08. L’insorgere del dubbio
09. Ballata per questo settembre
10. Su una diligenza
11. Di quando invece provai a volare
12. Orsa minore
13. La deriva di continenti

a cura di: Devis Gambarotto

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