Mothercare – Chronicles of Ordinary Hatred

Tracklist:

01. Lingering Over the Tide to Float
02. Devouress (part 1)
03. Devouress (part 2)
04. Bent to the Almighty
05. La stanza dipinta di viola
06. Venomous
07. Piss Angel
08. Relics

I Mothercare sono un gruppo metal della provincia di Verona, alle spalle hanno 20 anni di attività e ora presentano il loro ultimo lavoro, “Chronycles of Ordinary Hatred”, composto da 6 brani originali e due cover (Piss Angel e Relics).

Questa recensione inizierà in modo poco ortodosso. Mi ero appena lamentata con la redazione di alcuni artisti che secondo me compongono canzoni ogni volta che gli muore il gatto, piagnistei a non finire, lacrime e lamenti che si trascinano per tutto l’album. Poi ho ascoltato il primo brano dei Mothercare e mi sono messa a ridere. Sono stati loro ad ammazzare i gatti delle altre band! Ok, basta con gli scherzi, i Mothercare non ammazzano nessun gatto per far sì che la creatività di altri artisti prenda forma, ma diciamo che questi ragazzi danno fuoco alle polveri.
Io non ho la minima idea di cosa stiano urlando, cosa stiano dicendo, di chi sia l’oggetto di questa rabbia (vi sfido a capire le parole, io non sono abituata al metal), ma ve lo posso garantire, sono estremamente incazzati. Qui la violenza e la rabbia scorrono lungo tutte le 8 tracce del disco, se volete ascoltare un po’ di violenza in sordina potete gustarvi “La stanza dipinta di viola”, pezzo delicato e dolcissimo rispetto a tutto quello che vi aspetta nel resto del disco.
Per gli amanti del genere credo che questo album sia una chicca preziosa, perfino io che non conosco il genere ho trovato questo disco decisamente ben fatto. La rabbia prende forma e colore grazie a questi ragazzi, l’odio trasuda da ogni colpo di batteria.

Suonano da vent’anni, ma hanno la stessa grinta e rabbia che può avere un giovane. Loro per fortuna hanno dalla loro anche tutta l’esperienza e la bravura di tanti anni di dischi, live e odio. Odio che hanno condiviso con i vecchi membri della band in questo album, un modo per festeggiare tutto quello che è stato e dare un segno di continuità alla violenza del loro sound.
Mi sono piaciuti? Certo che sì, litigateci voi con questi 6 omaccioni incazzati, io torno ad ascoltare Devouress nel caso in cui debba intervistarli dal vivo.


Recensore: Valentina Ferrari

8.0

Voto 8

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