Ovlov – Solo

Gli Ovlov sono originari di Brescia, nascono nel 2008, pubblicano un album e un ep e ora presentanop il loro secondo disco, “Solo”, che si avvale alla direzione artistica di Andy Rourke, per la produzione artistica di Andy Rourke e Lorenzo Caperchi. Nelle tracce sono presenti anche ospiti importanti come Xabier Iriondo (Afterhours), Daniela Savoldi e Giovanni Battagliola (Don Turbolento).

Il disco (autoproduzione) si compone di 10 tracce, il genere è pop – wave e ha già ricevuto molto recensioni positive. Sicuramente si tratta di un lavoro bel curato, la qualità del suono c’è tutta, ma di per sé è un album abbastanza piatto, ci sono pochi momenti da ricordare e che colpiscono l’attenzione.
Nel complesso è tutto molto ripetitivo, forse la voce di Luisa Pangrazio non riesce a esprimere la potenzialità dei brani, i pochi momenti in cui la musica sembra essere sul punto di esplodere vengono compensati verso il basso da uno stile di cantato monotono, con qualche urletto e versetto.
In tutto l’album, la parte del leone può essere vista nel basso, il resto non si evidenzia in particolar modo. Probabilmente i ragazzi avrebbero dovuto osare un pochino di più, non è un album coraggioso o che rimane in testa. Qualche accenno forte di chitarra, qualche pezzo di batteria carino. Ma troppo poco per far esplodere le potenzialità del gruppo. O forse lo scopo della band è quello di passare il messaggio anche attraverso questo stile. L’album parla dell’amore – odio per la vita in una città come Brescia, della difficoltà di staccarsene, forse è questo che blocca l’esplosione dell’album.

Tutti i brani sono cantati in inglese, ma hanno un sapore, un sound e un modo di cantare da “città piccola”. L’intento era quello di essere internazionali, ma quello che ne esce è più “vorrei, ma non posso”. L’unico brano che emerge dalla produzione può essere “Delicious”, ma solo se viene ascoltato da solo, se si ascolta invece l’intero disco, il brano si perde, diventa molto simile agli altri soprattutto dal punto di vista della voce.

01. Fall Down
02. Again, I’m Blinded
03. Just Taking A While To Blossom
04. Sore
05. Delicious
06. It’s Not A Good Feeling
07. Hangover Cure
08. The River
09. Menny
10. My Red Faux Shoes

 

Recensione a cura di: Valentina Ferrari

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