Raw Power – Inferno

Sono tornati i Raw Power e lo hanno fatto con un disco di 15 brani di puro hardcore, in inglese e italiano. Titolo del disco è “Inferno”, giusto per rendere l’idea di quello che potrete ascoltare. I ragazzi non hanno bisogno di alcuna presentazione, sono tra i più conosciuti e influenti esponenti dell’hc italiano ed estero degli anni Ottanta e continuano ad essere un punto di riferimento della “scena”. Mauro Codeluppi alla voce guida la cavalcata del gruppo, la sua storia meriterebbe ampio spazio, ha visto e vissuto di tutto, ha condiviso il palco con tutto il meglio della musica di ieri e di oggi, cambi di formazione e lutti che lasciano segni interiori fortissimi, ma che portano a dischi che esprimono un’interiorità profonda e una consapevolezza e una maturità non indifferenti.

In “Inferno” la potenza si scarica in ogni brano, velocissimi, arrabbiatissimi, diretti e intensi, un fiume di vero inferno, mezz’ora di fuoco e chitarre, la voce di Mauro racconta storie e rabbia. Ottimo il risultato sia con l’inglese che con l’italiano, sono riusciti ad creare un giusto equilibrio senza snaturare il loro stile. Un album da ascoltare tutto d’un fiato e a ripetizione, niente noia, niente cali di tensione, rimarrete incatenati dalla prima all’ultima nota, in una corsa fatta di storia e attualità.

Forse non è il loro miglior disco, per un semplice motivo: con i Raw Power ti aspetti un altro album, un altro ancora e un altro ancora. Stabilire il loro lavoro migliore sarebbe come frenare la loro creatività, c’è ancora tantissimo tempo prima di fare queste valutazioni. Per questo si sono affidati ad Indiebox Music Hall, sia per la registrazione che per il mix, tirando fuori un piccolo gioiello. E’ difficile anche stabilire il più bel pezzo dell’album, potrei dire “Inferno” o “Dedico queste righe”, ma sembra più un lavoro costruito per i vari momenti della vita, ogni pezzo può diventare il più ascoltato in base a quello che accade e a quello che uno sente.

Sicuramente il gruppo riesce a far breccia nei fan più giovani e tiene alto l’entusiasmo dei vecchi e stanchi punk, fare la loro recensione non è propriamente in discesa, si ha a che fare con mostri sacri dell’hc, non è che gli si rifila un voto alto per principio, è che dalla prima nota avverti quanto lavoro ed esperienza c’è dietro ogni pezzo, è questione di rispetto per chi ne sa molto di più e che ha scritto questi pezzi con consapevolezze che sono lontane dall’esperienza di molti.

 

Tracklist

  • Look the other way
  • You don’t know your enemy
  • Inferno
  • All it takes its one minute
  • How many bands
  • Sono morto
  • I lost my patience
  • Mean machine
  • The Jurassic hounds
  • Amici
  • Dedico queste righe
  • Prison
  • You were right
  • Harassment
  • La paura

 

A cura di: Valentina Ferrari

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