Regarde – The Blue and You

A volte capita, quando mi viene assegnato il disco di un gruppo che non conosco per recensirlo, che io cerchi di ascoltarlo senza informarmi preventivamente sulla sua storia o sulla sua discografia. Metto in riproduzione le tracce, decontestualizzandole da tutto il resto e svincolandole da qualsiasi tipo di preconcetto che ne possa in-formare la fruizione. Dopodiché, finito il primo ascolto, inizio a ritroso un percorso di scoperta, che magari mi consente anche di attribuire un valore diverso al disco. Ma è sempre un esercizio interessante da compiere quello di partire alla cieca nella realizzazione di un lavoro critico.

Quando mi sono trovata difronte The Blue and You dei Regarde, a primo acchito avrei giurato si trattasse di una band straniera. Il piglio e le sonorità mi facevano troppo pensare ad un contesto musicale che nella mia mente ascrivevo alla scena revival emo/punk-rock del Midwest inglese esplosa a partire dal primo decennio degli anni 00. Ho passato in rassegna nomi come Basement, Citizen, Title Fight, fino ad arrivare ai Menzingers. Leggo nella nota in bio: vengono da Vicenza e sono italianissimi. Ah, ok.

Attivi dal 2013, dopo due EP, pubblicano per Epidemic Records nel 2016 il loro primo disco in full length,Leavers, registrato interamente a Boston. A quattro anni di distanza, tornano con questo nuovo disco che ha, come accennato pocanzi, un sapore smaccatamente internazionale. E in effetti in parte è anche vero: prodotto da Bob Cooper a Leeds e masterizzato da Maurizio Baggio in Distilleria a Bassano del Grappa, il disco rinnova il sodalizio con Epidemic (con l’appoggio questa volta dell’etichetta tedesca Through Love Records).

The Blue and You, come rivela anche il titolo, è un disco molto personale ed intimo che scava in profondità facendosi espressione più autentica di un sentimento di malinconia radicato e investe tutti i pezzi di cui si compone la tracklist. Concettualmente, il filo conduttore che percorre le tracce viene riproposto in maniera lampante anche dall’artwork della copertina (a cura dell’illustratore Michele Bruttomesso) che raffigura l’immagine di una ragazza colorata interamente di blu mentre si riflette allo specchio, toccandone la superficie con la punta delle dita.

Dal punto di vista musicale, ritroviamo nelle dieci tracce che compongono il disco gran parte delle strutture canoniche tipiche del genere in questione: riff di chitarra acidi che delineano pattern melodici distorti e si lasciano trasportare spesso verso dilatazioni e riverberi dal gusto shoegaze che si impastano in maniera fluida ad accattivanti linee di basso e ad un drumming che è a tutti gli effetti espressione di raffinato istinto ritmico in pieno stile novantiano.

Ogni nota trasuda emotività, nel senso più sublime del termine, e sebbene i Regarde presentino in Italia un genere che in terra albionica aveva attecchito con uno scarto di quasi più di quindici anni, il volerli tacciare per questo di anacronismo sembra quasi una forzatura semiotica dal valore ininfluente.

Ottimo lavoro!

 

Tracklist:

  1. Losing Touch
  2. Everything You Said
  3. Easiest Reminder
  4. Now or Never
  5. Never Reallly Worked Out
  6. In My Head
  7. Small Talks
  8. Wide Awake
  9. Dreaming
  10. Carried Away

 

A cura di: Francesca Mastracci

8.0

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