The Cleopatras – La Maledizione del Faraone

Tracklist:

01. Heavy Bananas
02. Apple Pie
03. When I was a Boy
04. Here comes the Martians
05. Sunny Day
06. Walk like an Egyptian
07. Pole Surf
08. Pazzo
09. Casanova
10. Luigi Luigi
11. La Mondina

Finalmente mi arriva un album tutto al femminile, band Le Cleopatras, Album La Maledizione del Faraone. Non sono una femminista che brucia reggiseni in piazza, ma in un settore in prevalenza maschile fa sempre piacere vedere la presenza di donne rock che vogliono combattere ad armi pari.
Le Cleopatras nascono nel 1998 e subiscono alcuni cambi di line up fino ad arrivare all’attuale. Il loro genere è surf garage, punk rock e rock’n’roll, tutto un richiamo ai Ramones, Sonics e New York Dolls più tutte le band garage e beat anni 50 e 60, insomma tutto il meglio di un’epoca, ci si aspetta molto quindi da questo album.
11 tracce, un misto di canzoni in italiano e in inglese. Non è un problema di lingua, è un problema di registrazione, audio, produzione, non saprei, ma è veramente difficile capire i testi, sia in una lingua che nell’altra … a parte la scelta di mischiare tutto in album, può anche essere una decisione coraggiosa, ma fa perdere identità al lavoro.

Dal punto di vista tecnico le ragazze ci sanno fare, suonano bene, sono brave. Quello che può dare fastidio sono gli yeah e gli urletti sparsi un po’ a caso in tutto l’album, danno un tocco “genere femminile pseudo isterico spaventato alla vista di un ragnetto”, non contestazione e rivolta ironica. E’ un lavoro un po’ piatto, sembra che le ragazze siano bloccate tra la loro identità di donne e la loro identità di rocker, si può essere entrambi senza via di mezzo, nel loro caso sembrano un po’ trattenute.
Non ho apprezzato la cover di Walk Like an Egyptian, si perde la forza rock e la sensualità ricreata dal brano originale, le Bangles hanno tenuto inchiodate almeno due generazioni con quel brano, qui viene ripresentato con dei La la la e urletti.

Appena le ragazze decideranno di combattere veramente ad armi pari sono sicura che daranno del filo da torcere a qualunque band maschile. Non devono suonare “come uomini” o “con le palle”, non hanno bisogno di niente di tutto questo, devono suonare visto che sanno suonare, sono professioniste (il saper suonare non ha una distinzione di genere), e darci dentro per togliere urletti e facezie che possono rovinare l’ascolto.


Recensore: Valentina Ferrari

5.0

Voto 5

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