Valentina Lupi – Madre non Madre

Recensione a cura di Davide Capuano

Madre non Madre, il frutto di un’attesa lunga otto anni che si protrae fino al precedente Partenze Intelligenti, segna il ritorno di Valentina Lupi sulle scene underground della capitale romana. Ritorno che si avvale di più di un colpo ad effetto: in questo lasso di tempo in cui la carriera e la vita privata della cantautrice originaria di Velletri hanno visto susseguirsi eventi significativi – non di meno la maternità, tema trasversale di questo lavoro – la spinta a tornare sulle scene è stata rafforzata anche da una mano d’autore come quella dell’amico Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion, I Hate My Village), che si fa carico non solo di curare l’aspetto strumentale delle composizioni della Lupi, arricchendole con il suo inconfondibile modo di toccare le corde (chitarra, basso, tiple), ma di ergersi a produttore artistico dell’intero album, disegnando le sue consuete atmosfere da blues metropolitano, senza però lasciar galoppare liberi i suoi noti virtuosismi chitarristici, ritagliandosi un ruolo composto da autore dietro le quinte che non sovrasta mai la voce e i temi della cantautrice.

ph. Simone Cecchetti

Madre non Madre è un ritratto intimo di Valentina Lupi, un’opera di esplorazione nelle pieghe più profonde e nelle increspature della sua psiche, che pone la maternità come tema portante dell’opera e la indaga non solo nella sua accezione strettamente biologica, ma in senso più ampio: come madre, autrice o anche più essenzialmente donna che traccia le linee che dettano la sua stessa esistenza, andando a toccare con notevole espressività sensazioni e stati d’animo che orbitano intorno ad una fase della vita enormemente illuminata, ma anche capace di portare emozioni forti che pongono l’autrice a confrontarsi a viso aperto con i dolori e le conflittualità più laceranti della propria esistenza.

Impreziosito dalle collaborazioni di Vezeve al beatbox e dalla batteria di Marco Fasolo (I Hate My Village, Jennifer Gentle), l’ultimo lavoro della cantautrice capitolina è un lavoro che porta alla riscoperta del proprio sé femminile, attraverso testi carichi di emotività e texture ritmiche di pregevole fattura dall’orizzonte ampio, frutto dello sconfinato bagaglio effettistico di Viterbini, un ascolto che rende giustizia al desiderio di Valentina Lupi di raccontarsi attraverso una narrativa fuori dagli schemi ordinari a cui siamo esposti quotidianamente.

Tracklist:

  1. Ho visto Gesù
  2. Non potevi mancare tu
  3. Monte Crepacuore
  4. Pronta a ballare
  5. Mio Re
  6. Madre non Madre
  7. Grandi numeri
  8. Leggera
  9. 7 minuti

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