Intervista a Valente

A un anno di distanza dall’album Blu Valente ritorna in scena con un EP che da una parte è una sorta di prosecuzione naturale dell’album e allo stesso tempo, proprio con la tille track vigorosa e smaccatamente rock, si discosta da esso. Le coordinate musicali, indelebili nel DNA di Valente, sono ancora un mix di new wave, rock anni 80e un pizzico di prog post moderno (garantito soprattutto dal bellissimo basso). Un ep di musica elegante, da gustare pian piano per scoprire tutte le sue sfaccettature.
1)Ciao!! Presentati/tevi. Da dove venite, chi siete?
Sono Claudio Valente, in arte semplicemente VALENTE, e vengo da Mestre (Ve), canto, scrivo musiche e testi; gli altri musicisti della band sono Andrea Lombardini, bassista e anche produttore artistico del progetto, di Treviso, Gianni Rojatti, chitarrista di Udine e Phil Mer attualmente a Verona, far le prove è decisamente un bel lavoro hahaha, tanto più che tutti i musicisti partecipano anche alla scrittura e all’arrangiamento dei brani in studio; definirei il nostro genere un alternative pop rock grintoso, ma sofisticato, con radici nel post punk e nella new wave degli 80’s, ma decisamente contemporaneo specie nelle scelte di arrangiamento e di suono, che alle volte sono realmente e piacevolmente avventurose.

2)Quale è l’artista che maggiormente vi ha inspirati? Sapreste consigliare un lavoro uscito negli ultimi 5 anni che ritenete veramente degno di nota? Perché?
Tra i miei artisti ispiratori nomino certamente David Bowie, Roxy Music, Japan, Joy Division, direi, ma il resto della band spazia dagli Steely Dan ai Police e ai P.I.L., dai King Crimson a Miles Davis. Tra le uscite degli ultimi anni ho molto apprezzato “Sleep Well Beast” dei The National, 2017 se non erro, un disco davvero molto bello sia per la scrittura molto emozionale che per la musica minimale ed energica al tempo stessa. Adoro il loro batterista!

3)Parlateci un pochino del vostro ultimo lavoro. Come è nato?
Dopo “Il Blu di ieri” l’album pubblicato a fine 2018 sempre per Dischi Soviet Studio, l’etichetta veneta per la quale incidiamo, ho scritto una manciata di nuove canzoni che desideravo registrare senza aspettare di avere materiale per un altro album; inoltre ,ho sempre amato la sintesi del formato EP che in 4 o 5 canzoni esprime la “fotografia” di quello che sei senza dilungarsi troppo, ecco direi che questo nuovo EP (che esce ancora per Dischi Soviet) è una vera e propria istantanea di chi sono adesso artisticamente, ma al tempo stesso è anche il frutto di un lavoro di band, nel quale tutti i musicisti hanno contribuito alla scrittura dei bran,i pur partendo dai miei demo casalinghi, sviluppando insieme le coordinate sonore del nostro disco precedente, cercando di metterne a fuoco solo gli elementi davvero convincenti e operando quindi una sintesi sonora e potente del nostro sound. Quindi un disco con n’attitudine ancor meno da cantautore ancora del precedente e decisamente più da rock band.
Mi piace molto questa mescola di suggestioni new wave e post punk che fanno parte del mio DNA da sempre e della voglia di sperimentare jazz e perfino prog che fa parte delle storie musicali degli altri componenti della band e credo ne sia risultato un suono davvero contemporaneo, pur all’interno della “forma canzone” pop rock, il genere nel quale da sempre mi esprimo, magari deragliando verso “zone” di sperimentazione e di scrittura più sofisticata per cercare di declinare questo genere in maniera nuova. Speriamo di esserci riusciti!

Dal punto di vista dei testi avevo in mente una serie di pezzi sul “controllo”, un tema che mi stava a cuore e sicuramente diventato drammaticamente attualità, anche se quando ho scritto i pezzi chi se lo immaginava un mondo di individui prigionieri tra quattro mura, spesso in isolamento e bombardati dai media con notizie più o meno vere e spesso angoscianti e alienanti! L’ Ep, infatti, si intitola “Controllo”, dalla title track che è anche il singolo, ed esprime un grido di ribellione contemporaneo al “controllo” che si sviluppa in ogni ambito della vita privata e pubblica dell’ individuo: nel mondo dei social e dei mass media, nella vita politica ed economica, ma anche nella sfera intima e delle relazioni personali, insinuandosi spesso perfino nel carrello della spesa.

Il video clip di “ Controllo” è stato girato per lo più con uno smartphone in totale isolamento tra le mura di casa e poi brillantemente completato in altrettanta solitudine e con collegamenti via skype da Giorgio Ricci, Massimiliano Griggio e Simone Scarani di Blackbeat Productions e narra l’esperienza del sentirsi privati della libertà, controllati a vista, collocandola nella cornice di una moderna spy story, in equilibrio precario tra ossessione e sentimenti di insofferenza e angoscia

4)Quale é l’artista più sopravvalutato e quello piu’ sottovalutato sulla scena musicale italiana e non e perché?
Ehm… domanda rognosa…nominerei i Cigarettes After Sex tra gli artisti più sopravvalutati degli ultimi anni, dato che il loro pur interessante intimismo noir non mi è mai sembrato cosi imprescindibile e onestamente mi strappa diversi sbadigli; tra i più sottovalutati nomino sempre Faust’o, un maestro della new wave italiana troppo poco celebrato e da rivalutare.

5)Progetti per il futuro?
Ho già ricominciato a scrivere, ci sarebbe stato un tour promozionale che purtroppo data la situazione dovremo rimandare a tempi migliori che sia auguriamo possano arrivare, dato che l’ineguagliabile emozione del live resta unica e fondamentale sia per chi sta davanti al palco che per chi ci sta sopra, una esperienza che non può e non deve sparire nella nostra vita culturale.

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